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Di Elliott Locke

L’itinerario evolutivo anche in risposta al nuovo ruolo dei social media nel travel

Pubblicato Novembre 28, 2017

Il viaggio è scoperta ed è evoluzione a livello personale. I cofondatori del tour operator italiano BigMama, Andrea Campagni e Nicola Bandinelli, raccontano a Turbulence il come e il perché dei loro itinerari evolutivi.

Bigmama itinerari evolutivi è un tour operator outgoing, B2B e B2C, che organizza programmi personalizzati di viaggio in Africa, Nord Europa, Asia Centrale e Via della Seta, India e Indocina, Oceania e Americhe. Tour guidati, fly & drive, itinerari su misura e viaggi di nozze per singoli, coppie e piccoli gruppi di viaggiatori. Il focus del prodotto è la scoperta e levoluzione personale del viaggiatore attraverso lesperienza diretta con la natura e le comunità e culture della destinazione.

Oggi parliamo con Andrea Campagni e Nicola Bandinelli, cofondatori del tour operator fiorentino, del modo in cui intendono il loro lavoro e di come gestiscono le difficoltà con alcune destinazioni.

Turbulence: cosa vi ha spinti a proporre un prodotto innovativo come quello degli itinerari evolutivi?

Andrea: Rispondere a questa domanda equivale a spiegare perché abbiamo fondato Bigmama. Lavorando infatti da sempre nel mondo del travel, io e Nicola ci siamo negli anni resi conto del fatto che il viaggiatore è cambiato e c’era una grande fetta di mercato che restava scoperta dall’offerta standard dei tour operator tradizionali.

Volevamo andare oltre il solito tour di gruppo con fermate fotografiche, per offrire una vera esperienza di viaggio. Una esperienza evolutiva per come la intendiamo qui in Bigmama.

Cosa intendete con itinerario evolutivo?

Nicola: Il nostro payoff è Guarda il Mondo con Occhi Diversi ed evolutivo è litinerario teso allesperienza dell essenza del luogo. Litinerario evolutivo prevede un forte contatto con la natura e con la cultura della destinazione esulando dagli schemi classici dei viaggi organizzati ma soprattutto dai percorsi standard delle varie destinazioni. In Islanda, ad esempio, invece di portare il viaggiatore alla famosa laguna glaciale di Jokulsarlon, lo si porta a vivere la laguna di Fjallsarlon avvicinandosi anche proprio al fronte del ghiacciaio in gommone. Come pure cerchiamo di rendere lesperienza ancora più islandese attraverso le leggende locali.

Oppure ancora, facendo lesempio di unaltra nostra destinazione particolare, in Kirghizistan paese dellAsia Centrale sulla via della Seta organizziamo trekking tour e pasti e incontri con la popolazione locale.

Si cerca insomma di andare oltre, e di vivere l essenza del luogo.

Andrea: Stiamo riscontrando molto successo nellofferta di questo prodotto perché si ha voglia di sentire il luogo, di viverlo e di evadere davvero dal proprio mondo. Un successo anche per i viaggi di nozze fuori dal comune. La cosa bella poi è che il nostro target abbraccia diverse tipologie di persone, incluse le famiglie che stanno per esempio ultimamente scegliendo molto lIslanda.

Sugli itinerari evolutivi aggiungo inoltre laspetto sportivo dei nostri viaggi accennato da Nicola in relazione al Kirghizistan con tour di trekking e hiking che organizziamo su richiesta del cliente.

Nicola: in ultima analisi, litinerario è evolutivo perché il viaggiatore torna a casa evoluto rispetto a prima del viaggio.

Qual è una destinazione che considerate peculiare come prodotto e come gestione speciale di Bigmama?

Nicola: Ogni destinazione è curata da membri dello staff di Bigmama, che conoscono le varie sfaccettature del paese e guidano il viaggiatore nella realizzazione del suo itinerario. C’è un continuo lavoro di ricerca e scoperta, per offrire un prodotto davvero speciale e evolutivo come si è detto.

Andrea: Le destinazioni peculiari sono tutte. Potremmo però parlare dellIslanda perché è peculiare per diversi aspetti: il clima, la geomorfologia, le consuetudini economico-monetarie dei fornitori che sono molto rigidi ma spesso poco organizzati e, soprattutto, la scarsità della disponibilità alberghiera.

LIslanda è un Paese che ha vissuto un flusso turistico esponenziale e che non ha e non ha potuto per motivazioni oggettive adeguato la ricettività. Noi abbiamo ormai imparato a gestire tutte queste situazioni e riusciamo ad essere molto flessibili anche con i viaggiatori.

Al riguardo c’è da dire che Bigmama è anche rappresentante di un incoming islandese di proprietà italiana. La nostra conoscenza del territorio e della cura della logistica, già profonda, è quindi costantemente aggiornata da un referente continuamente in giro alla scoperta di nuove località e sistemazioni.

Quali pensate infine che siano le tendenze del settore dei viaggi?

Andrea: Credo che questo settore sia ormai da tempo in una fase di disintermediazione totale dove tutti vendono a tutti e tutti comprano da tutti. Questo sia perché la tecnologia odierna lo permette, sia perché è un trend generale in moltissimi settori. Accesso alle informazioni e condivisione dell’esperienza sono ormai, quasi ovunque, in real time e questo sicuramente influenza ed influenzerà anche il settore travel.

Già oggi assistiamo ad una vera e propria guerra commerciale in cui clienti finali acquistano da hotel e da DMC locali, agenzie di viaggio che acquistano direttamente da hotel o DMC, clienti finali che acquistano da tour operator saltando le agenzie. Insomma è ormai un tutti contro tutti ed in questo mare bisogna differenziarsi con un prodotto unico per restare a galla.

Chi saprà capire e sfruttare al meglio questa tendenza, farà fortuna. Chi rimarrà chiuso sulle vecchie posizioni ed i vecchi schemi, verrà inesorabilmente spazzato via.

Nicola: Commento anche io sulla falsa riga di quanto detto da Andrea: di fatto, la democratizzazione dei costi degli strumenti tecnologici e di comunicazione ha portato ad uno sconquasso completo del sistema turistico, nel bene per certi aspetti ma anche nel male. I clienti e le agenzie di viaggio possono entrare in contatto direttamente con i fornitori dei tour operator, i tour operator possono contattare direttamente i clienti senza passare dalle agenzie. Amanti della fotografia sono diventati fotografi di viaggio che organizzano e vendono direttamente i viaggi da loro accompagnati come pure appassionati di viaggi, con uno spiccato senso della scrittura e con un buono spirito imprenditoriale, si sono reinventati travel blogger o travel designer. A tal proposito, appunto anche che sono nate anche figure nocive a tutto il sistema turistico, i cosidetti “esperti”: personaggi molto attivi sui social, non in possesso di regolare licenza o qualifica di vendita viaggi riconosciuta ufficialmente, che vendono servizi turistici attraverso operatori locali in combutta con loro, ponendosi come onnisapienti di un’intera destinazione. Esistono insomma delle lacune legali che devono sicuramente essere colmate. I media stanno facendo il bello e il cattivo tempo.

I social stanno dunque rivoluzionando il settore?

Nicola: Sicuramente. Ed hanno anche delle forti implicazioni di prodotto per noi professionisti del travel. I social hanno fatto emergere nuove figure lavorative, dato nuove opportunità sia di comunicazione sia di mercato alle aziende turistiche lungimiranti ed hanno anche selezionato gli operatori turistici, facendone emergere alcuni e eliminandone altri.

Oggi conoscere una destinazione non basta più, devi entrare nel tessuto sociale del paese che vendi, conoscerne usi e costumi, fotografarlo per far capire ai follower che ci sei stato veramente e soprattutto devi saper comunicare bene le tue conoscenze e le tue esperienze. Per vivere nel mercato turistico attuale, insomma, non basta essere un professionista del settore, ma è necessario diventare travel blogger della tua stessa azienda e coinvolgere sempre di più il cliente nella realizzazione del proprio viaggio. Il futuro è questo: immediatezza dei contenuti, comunicazione e contatto social con i clienti. Il prezzo ormai è una variabile secondaria perché conta di più fotografare, dimostrare agli altri che tu in quel posto ci sei stato veramente e che hai organizzato tutto superando i canali turistici, considerati da coloro che si autoproclamano “Viaggiatori”, come antiquati. La grande incognita su un futuro tracciato di grande comunicazione e di “guerra” senza quartiere all’acquisizione del cliente riguarda forse il futuro stesso dei social, perché con esso cambierà il sistema turistico.

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