Notizie sulle valute e sui mercati
News Index
Di Guillermo Alcalá

La BCE muove l’euro, non i tuoi margini di profitto

Pubblicato marzo 15, 2016

Whrungsanzeige an einer Wechselstube

La scorsa settimana, le fluttuazioni selvagge dell’euro hanno fatto apprezzare a molti direttori finanziari il valore di avere una strategia di gestione delle valute estere. Alcuni hanno fatto in tempo. Altri hanno solo potuto soffrirne le conseguenze.

La volatilità del tasso di cambio è un fattore di cui si deve tenere conto. Non è puntuale, stabile: in un mercato altamente speculativo come il mercato valutario, è possibile che la volatilità aumenti. Le aziende hanno due opzioni: cercare di trarre vantaggio da questi movimenti del mercato o realizzare del conseguenze del “Beh, chi l’avrebbe mai detto!”. Uno dei lati negativi della seconda opzione è che non è sostenibile nel lungo periodo.

Il mondo si divide tra i cauti e coloro che attendono fino all’ultimo, quando spesso è già troppo tardi. Il 10 marzo sapevamo che la Banca Centrale Europea stava per approvare misure drastiche. Sapevamo che l’euro ne avrebbe risentito. Ancora oggi, esistono persone che adottano la politica del ‘wait and see’, dell’aspettare e vedere. Questo è il modo di perdere un’occasione e – per alcuni – la proprio credibilità.

 

Come perdere un’opportunità

 

Senza fare nomi, a qualcuno è andato il pranzo di traverso lo scorso giovedì 10 marzo. Queste stesse persone ci forniscono oggi un esempio. Con il tasso di cambio EUR / USD vicino al livello 1.10, una società che ha bisogno di rimpatriare una notevole quantità di dividendi in dollari ha, un giorno prima della conferenza della BCE, rifiutato la possibilità di impostare un ordine o un’allerta a 1,09 perdendo così l’opportunità di convertire a questo tasso subito dopo le dichiarazioni del Presidente Mario Draghi, che hanno immediatamente provocado un brusco deprezzamento dell’euro.

Come abbiamo visto tutti, infatti, giovedì l’euro si è deprezzato sino a toccare 1,0820 contro il dollaro. Per la società di cui sopra sarebbe stato perfetto se l’euro fosse rimasto lì, ma inaspettatamente la moneta unica si è poi subito apprezzata nuovamente e per quasi il 2% al di sopra del livello al quale si trovava a un giorno prima.

Un’allerta avrebbe messo in guardia circa i movimenti del mercato per reagire in tempo. Un ordine avrebbe assicurato il controvalore di quei dividenti. Se l’azienda va invece oggi a mercato, convertirà i suoi dollari perdendo il 2% del controvalore. Nel caso di questa specifica azienda: perderà 40.000 euro.

La volatilità non dovrebbe essere tua nemica

 

Tuttavia, non ci sono state solo lacrime lo scorso giovedì. Ad esempio, uno dei nostri clienti, importatore di prodotti freschi per il settore alimentare, che effettua la maggior parte dei suoi acquisti in dollari, ha beneficiato della volatilità da effetto BCE. Per essere più precisi, si deve dire che ha beneficiato di una efficace strategia di gestione delle valute estere. Con un ordine automatico a 1,1190 si è assicurato un margine di profitto migliore di quanto budgettato senza perdere il sonno.

Quando l’euro si è vertiginosamente apprezzato, del tutto inaspettatamente, il semplice ordine di acquisto a 1,1190 ha permesso a questa azienda di conseguire dollari al prezzo migliore delle ultime tre settimane. In questo caso, il prezzo in euro che questa società pagherà per le sue importazioni sarà inferiore di quasi il 2% di quello che avrebbe pagato solo il giorno prima.

La differenza tra queste due società non sta nel grado di indovinare il futuro e nemmeno nel monitoraggio dei grafici delle valute. La differenza è nel mezzo minuto, nel tempo necessario per attivare un ordine automatico. In contanti circa 40.000 euro.

 


 

Avatar

Lascia un commento

*